Dopo sette anni di blog, non ritengo problema che passino due mesi tra un post e il successivo. Alcuni dei lettori penseranno che abbia scritto l’ultima volta il 15 Settembre, ma non è così: ho pubblicato tre righe il 7 Ottobre, e poi di nuovo tre giorni fa, l’altro ieri e ieri. Ma come ho detto, anche se non l’avessi fatto, non sarebbe stato un problema. Allora perché mi sto giustificando?
Devo confessare che ho avuto un post in fieri per quasi due settimane, ma non avevo le idee chiare nel cervello, figurarsi se sarebbero riuscite a scorrere fino alle dita e a distribursi, sotto forma di caratteri, in maniera leggibile ed interessante sul mio schermo prima e su quello di chi le avesse lette in seguito. Uffa, sto ancora giustificandomi. Chiudiamola qui, e partiamo con il post vero. Sarà un post di semplice aggiornamento, visto che, pare, non do notizie da troppo tempo.
Questi tre mesi a Brown sono stati di ambientamento. Direte: ma non ci sei già stato l’anno scorso? Sì è vero. Allora lo dico meglio: questi tre mesi a Brown sono stati mesi di “ripresa del ritmo studentesco”. L’anno scorso ho fatto la bella vita: lavoravo sì tanto, ma non dover seguire corsi e avere solo una scadenza, quella per la tesi, che appariva molto lontana mi ha consentito di sedermi un po’, di portare avanti il lavoro con calma, attenzione e senza dover correre. Questo semestre è stato un po’ diverso: ho seguito tre corsi, ho cominciato un nuovo progetto di ricerca e sto cercando di portare a termine quello su cui ho lavorato per la tesi di laurea. La presenza di lezioni, compiti per casa, progetti, presentazioni, meeting, scadenze e quant’altro, non mi ha permesso di essere altrettanto rilassato e anzi molto spesso mi sono sentito molto sotto pressione. Pressione che forse mi stavo semplicemente imponendo da solo: se ti pagano per studiare e fare ricerca, ti senti in obbligo di studiare e fare ricerca, a tutte le ore. Ora che ho preso il ritmo, il semestre finisce, ma fortunatamente il prossimo sarà più leggero (meno corsi da seguire e saranno gli ultimi, un solo progetto di ricerca, …).
Riguardo al mio (poco?) tempo che passo fuori dal dipartimento: ho giocato molto poco a calcetto causa infortunio alla caviglia. Ho comprato una macchina fotografica (un’altra? diranno subito i miei piccoli lettori. Si’ ragazzi, un’altra, forse la definitiva, almeno per la pellicola). Ho seguito un corso di sviluppo e stampa presso la camera oscura di uno dei posti piu’ interessanti di Providence. Ho scattato 17 rullini di foto in meno di 3 mesi. Ho messo su Ho perso Sono rimasto uguale di peso. Ho avuto la barba corta, poi lunga, ora corta. I capelli sono cresciuti e non li ho tagliati. Ho avuto un’otite esterna e un forte raffreddore i cui strascichi mi perseguitano ancora. Non ho mi sono fatto vaccinare. Sono caduto in bici due volte. Non ho mai usato la fotocamera digitale. Ho usato quattro diverse fotocamere a pellicola.
Insomma, qualcosina ho fatto in questi due mesi. Torno il 20 dicembre, aspettatemi (vedi il titolo, ma non serve che cantiate).
Due fotine gratis dell’estate scorsa, che poi mi si dice che non si vedono più foto su questo blog.
San Gimignano

Casera Razzo