Firefox 4 and RSS icon

A new major version of Firefox (4.0) will soon-ish be released. I have been testing Minefield, the nightly builds of Firefox 4.0 for some months now. Over all, I’m very well impressed and I will not go in depth listing what I like and what I don’t. Still, as a heavy user of RSS feeds, I think the removal of the RSS icon from the “awesomebar” (i.e., the address bar) is not a smart move, and the developers should at least let power users have the icon in place again, if the users want, without the need to install a specific extension to have the RSS icon in the address bar. :/

Posted from Padova, Veneto, Italy.

Ri-torno

No, il titolo non significa proprio che già torno a Providence, bensì che cerco nuovamente di tornare a casa, dopo che il primo tentativo è andato miseramente a vuoto e non per colpa mia.

Who is that guy? Dopo aver scritto il post precedente sono uscito di casa e sono andato a fare brunch nel magnifico Louis Restaurant, un posto che merita sicuramente una presentazione a parte, ma non oggi. Il mio leggero brunch comprendeva: due pancake ai mirtilli, una montagna di patate arrosto, due uova all’occhio di bue, due toast integrali imburrati, una coppa di frutta fresca. Avrei dovuto resistere fino a sera, quindi ho mangiato un po’ più del necessario. Finito il lauto pasto, mi sono incamminato verso la stazione dei treni di Providence, ho aspettato il treno MBTA per Boston South Station (sì, la stazione sud, come nel monopoli! :) ) ecc ecc.. insomma, tagliamola corta e arriviamo al momento in cui mi imbarco sull’aereo. Fino ad allora tutto benissimo, anzi, pure meglio perché mi avevano dato un ottimo posto sull’aereo. Degna di nota l’attesa in diretta con i miei amici di RadioNK: abbiamo giocato a tombola via radio (pazzi, pazzi…). Dunque, saliamo, mi sistemo e cominciano i guai. Veniamo avvisati che ci sarà un po’ di ritardo, ma nulla di che. Dopo un’oretta, il comandante ci comunica che partiremo dopo altre due ore, ma intanto ci serviranno la cena. Per cena le solite cose da economy class, ma la pasta ai quattro formaggi non era nemmeno male questa volta. Finalmente, un altro avviso: ci vorrà almeno un’altra ora, tuttavia se vogliamo possiamo scendere e stare nella zona dei gate. Io scendo, anche perché sonno proprio non ne avevo e non mi andava di rimanere in aereo al buio (luci spente per agevolare chi avesse voluto dormire). Comincio a leggere qualcosina, navigo in rete grazie alla connessione wireless gratis dell’aeroporto di Boston, cerco di far passare il tempo. Ogni ora riceviamo una comunicazione: si partirà forse entro la prossima ora. Alle quattro di mattina finalmente ci informano che o partiamo alle cinque o viene annullato il volo. Non siamo partiti naturalmente, altrimenti non sarei qui a scrivere.

Ci fanno recuperare i bagagli e poi…ci lasciano a noi stessi (ah, questo “ci”, questa terza persona plurale indefinita, si riferisce ad una compagnia di bandiera teutonica…). No dai, siamo onesti: ci offrono un hotel. “Scusa, e per i biglietti?” “Eh, chiama il numero verde delle prenotazioni”. Io chiamo. Mi risponde dopo venti minuti di attesa una signorina che è chiaro non mi vuole far partire. Dopo un po’ di insistenza, finalmente ottengo un volo con Swiss Air, via Zurigo.

Torno domani, 25 dicembre, alle 18.45.

Scusate il post, forse noioso, ma dovevo ingannare l’attesa finché non è ora di prendere l’autobus per andare in stazione dei treni a Providence e ricominciare la trafila.

Buon Natale.

Posted from Providence, Rhode Island, United States.

Torno

Premessa: questo è un post autoreferenziale nella più grande tradizione del diario personale, una categoria nella quale questo blog ricade certamente.

Beach Closed Oggi parto e ritorno a casa. Sto in Italia un mese. Anzi, più di un mese. Sono fortunato. Mi mancate tutti e spero di vedervi.

Ho scritto “poco” questo semestre, o almeno ho scritto pochi post di quelli che mi nascono dentro, mi agitano per un paio di giorni, e poi mi ci vuole due tre ore per scrivere, togliendo il tempo al sonno. Quei post che poi vi invio via mail, vado a letto, e mi risveglio alla mattina tutto contento con la speranza di leggere i vostri commenti. Questo semestre mi ha svuotato, il lavoro mi ha preso molto: era interessante, divertente, stimolante, frustrante, difficile, eccitante, creatore di dipendenza e nauseante al tempo stesso. Forse mi ha tolto un po’ di tempo per pensare ad altri pensieri, e perdonate la ripetizione. Tuttavia, ho scritto su altri argomenti, al contempo meno e più personali.

Oggi parto e ritorno a casa. Ci vediamo di là dallo stagno…

Update: no, scusatemi, mentivo. Non sono partito. Poi vi aggiorno meglio. Sono ancora a Providence. :(

Posted from Providence, Rhode Island, United States.

Ah, IRC.

IRC è come l’ Hilbert Hotel, ci sono stanze per tutti.
Io, pochi minuti fa, su IRC.


Posted from Providence, Rhode Island, United States.

Letti? Dove andiamo noi non c’è bisogno di letti.

Anche per questo semestre, la nostra buona (???) notte in dipartimento a lavorare l’abbiamo fatta. Ho quasi difficoltà a credere di aver passato le ultime otto ore ad inserire dati in Excel, per poi darli in pasto a Matlab, ma tant’è. Per fortuna che ho scelto di fare teoria (per quanto molto applicata/applicabile), perché fare esperimenti (soprattutto raccogliere dati) mi annoia da morire.

Ora caffè da Loui’s, con pancake e coppa di frutta. Yay.

Confesso che alle 5.27 pensavo ci fosse luce fuori, invece è ancora tutto buio.

Posted from Providence, Rhode Island, United States.

Fine novembre

È il momento di stringere i denti.

Vorrei scrivere tante cose in questo post. Ad esempio spiegare la frase precedente, ma sento che le parole non scorrono fino alle dita e si bloccano all’altezza del gomito.

Stringere i denti.

Posted from Providence, Rhode Island, United States.

On film scanning

Learning how to use a film scanner is not hard but really time-consuming. You have to try different pieces of software, read documentation, read blogs and forums and group discussions on flickr, ask other people and, eventually, scan scan scan.

I bought my Epson Perfection V700 in September, tired of shooting a lot of film and ending up archiving it without even having looked at what I shot but using a 8x lupe (wait, I already said some of this in older post). After two months, but only very few serious scanning sessions, I feel I’m getting there, but the perfection, which is what the scanner name suggests (I won’t go as far as saying “promises”) is still far away.

What did I learn up until now? 1. My scanner has some limitations, as it is obvious given that it’s a serious-amator film scanner and not a pro-lab film scanner. These limitations become more evident in the 35mm format, but I bought the V700 because I plan to move to 6×4.5 or even 6×7 in the spring (or at least buy a medium format camera to have fun). 2. I need a larger monitor than my Macbook 13″. My scanner is at home so I scan film there, but I work on the tiff files in my office where I have a 19″. The difference is evident and I feel I need to have a larger monitor for the scanning phase. As as side note, I also need more RAM. My Generation 5,1 Macbook 2.4GHz is now 2 years old and has 2GB of RAM. I’ll upgrade to 4GB as soon as possible. 3. There is a lot of software out there and some of it is very good. Vuescan, ColorPerfect, obviously Photoshop. I get Photoshop CS4 for free through Brown University, I bought Vuescan and I’m planning to buy ColorPerfect. They are all great pieces of software. 4. I love taking pictures, but I also love looking at the pictures I took. In this sense, the scanner was a great purchase.

As conclusion, a very recent scan which I consider quite successful, although I think I can get even better results (if you look at it in a very large format you would notice a lot of color noise in the water in the foreground :( ). I suggest you to look at it big and on a black background.

Fall in New Hamphire

Posted from Providence, Rhode Island, United States.

Libri

Ieri ho finito di leggere L’Uomo del Medioevo, una bella raccolta di saggi a cura di Jacques Le Goff (ne avevo parlato in un altro post). Alcuni contributi si sono rivelati più interessanti di altri e ci sono un po’ di ripetizioni tra i diversi saggi, ma l’opera ha catturato la mia attenzione e mi ha dato spunti nuovi sul Medioevo e in generale sulla storia. Certo è molto molto lontano da “L’Autunno del Medioevo” di Johan Huizinga, che avevo cominciato a leggere senza mai superare il primo capitolo qualche tempo fa. Le due opere comunque trattano di periodi diversi. Di Huizinga vorrei leggere anche Homo Ludens (suggeritomi da Andre in Books Whishlist).

Sandi's Diner (3) Ho deciso ora di affrontare un libro che so già che mi causerà problemi gravi arrovellamenti di stomaco e cervello: The Black Swan — The Impact of the Highly Improbable di Nassim Nicholas Taleb, seconda edizione. Questo libro ha ricevuto fin troppe critiche positive perché possa davvero convincermi e scusatemi se sembro molto snob a dire così, tuttavia tratta di problematiche che io affronto più o meno giornalmente e che sono al cuore della mia ricerca scientifica: imparare dal passato per predire il futuro, utilizzando la teoria della probabilità e le euristiche (ma anche no) offerteci dal machine learning. Ho cominciato il libro una prima volta in aereo, credo tra Venezia e Barcellona, ma data la breve durata del volo, “più non vi lessi avanti”. Ok, lo confesso: non mi aveva preso. Il “narratore” aveva la spocchia totale di chi vuole per forza insegnarti qualcosa che lui è certo che tu non sai, pur senza avertelo chiesto. Insomma, l’atteggiamento che qualcuno di voi a volte mi rinfaccia *wink* :) . Vedremo come andrà, sono un po’ terrorizzato all’idea che si possa trasformare in un nuovo Gödel Escher Bach — An Eternal Golden Braid. Di certo non ha la bellissima struttura di GEB-EGB, ma temo che sia in grado di cambiare il mio modo di pensare in misura molto simile all’opera di Hofstadter.

Ora però devo spiegare la ragione per cui ho usato verbi negativi come “essere terrorizzato” e “temere” per un libro che potrebbe farmi vedere le cose da un punto di vista diverso. Perché, amici miei, cambiare idea è un’esperienza erotica come un cubetto di ghiaccio lungo la spina dorsale, anti-familiare come un rapporto clandestino, torcibudella come un bicchiere di troppo di cattivo gin, spericolato come una staccata ritardata in moto, allargando fino ad invadere la corsia opposta, prima della curva cieca . Cambiare idea fa male, un male fisico, rompe il reticolo cristallino delle certezze, crea entropia nelle idee. Cambiare idea è un atto bellissimo, ma di difficile valutazione, morale, scientifica, religiosa, umana.

Ecco, devo ancora cominciare a leggere il libro che già mi fa arroventare i neuroni e agitare le farfalle dello stomaco. Uff. L’ho detto che sarà una difficile lettura. Non vedo l’ora di iniziare.

Posted from Providence, Rhode Island, United States.

Facebook Chat

Girovagando per Bassano (5) Una volta mi capitavano su IRC.

MR: mmh temo che questo yoghurt sia andato
MR: come saperlo?
ET: assaggia
MR: lo temo perché l’ho assaggiato
MR: da cosa dovrebbe sapere?
MR è yoghurt greco, quindi è un po’ acido di suo
MR: però boh.
MR: questo si è fatto due viaggi casa-dipartimento-casa
MR: però sempre in frigo a parte i viaggi
ET: cacciaci un po’ di miele e passa la paura
ET: poi se è buono lo scopri domani
[...]
MR: laverò i piatti ascoltando Madonna.
MR: Madonna è adatta come musica da piatti.
ET: ci balli anche sopra?
MR: no, ballo solo la danse macabre.
[...]
MR: è partita material girl.
ET: Attento a Madonna
ET: a quanto si dice è una grande icona
ET: gay
ET: o no?
MR: sì beh, anche nelle chiese ortodosse ci sono delle grandi icone.
MR: perdonami.
MR: mi è venuta così
MR: aggiorno il post.

P, NP, and Goedel

Some time ago I had the “intuition” that there should be a connection between Kurt Goedel’s Incompleteness Theorem and the P=? NP question. I never found the time to look at the literature on that, but eventually Suresh posted a short summary of a tutorial held at FOCS this year. It’s a nice, short, and understandable read even if you are not a complexity geek (which honestly I’m not, but I’m somewhat a Goedel geek.)

Posted from Providence, Rhode Island, United States.