Taking it to a new level

I just decided, after having received the LEICA Newsletter this morning, that I will enter the competition for the LEICA Oskar Barnack Newcomer Award, a photographic contest organized by LEICA reserved for 25 years old (and younger) photographers. Given that I turned 25 just few days ago, I am eligible ;) .

Although I almost surely have no chance to win (even if the award is for “newcomers”, a lot of submissions come from young professional photographers), at least I will work hard to make my pictures worth of being submitted. It will be the first time I try to work on a photograph not just to show it to my friends or family but to submit it for evaluation by a jury of strangers. If nothing, I will end up with some photographs I am proud of. This is a step towards one of my goals for 2011.

Posted from Providence, Rhode Island, United States.

Goals for 2011

Here is the new edition of my “Goals for the year” post (old editions: 2010, 2009, 2008).

Looking at the 2010 post again, I am very surprised: I achieved all the goals I listed. Either my goals were too easy to achieve or 2010 was a very good year for me. The latter is true for sure, 2010 was a good year, but may be I should be even more ambitious.

So let’s be ambitious for 2011:

  • Get three papers published. I got two papers published in 2010. If I can get three in 2011, this would be a great boost for my Ph.D.
  • Lose 12 more Kilos. If I will achieve this goal, I will be only slightly overweight.
  • Run 10 Km easily, i.e., in 50 minutes (yeah, I know it is ridiculous for some standards, but I am fat, slow and have no running technique). It is a starting point :P . These days, I run (two/three times a week) around 7 Km in 40 minutes.
  • Have at least one of my photograph in an exposition or published in a photography magazine (this is very ambitious…, although I already had some of my pictures published in a (non-photographic) magazine in 2007).
  • I want to be even closer to everyone I love. Family is everything and the only thing that lasts.

Update: I completely forgot about the following goal, but it is a major, very ambitious one:

  • Find a clear and defined thesis topic and draw a timeline leading to proposal (mid 2012?) and eventually defense (mid 2013?)



Posted from Providence, Rhode Island, United States.

GPG key updated

Yearly update of my GPG key done (later than usual). See also my GPG key page.

Now off to jogging on the treadmill.

Disorientato

The Bride Nei primi mesi d’America mi è capitato spesso di non sapere in quale negozio acquistare certi prodotti. Negli Stati Uniti, o almeno dove sto io, non esistono più alcuni tipi di attività commerciale che personalmente ritengo ancora comuni e diffuse in Italia: edicole, tabaccai, mercerie, cartolerie, e tutti quei negozi solitamente gestiti da marito e moglie che vendono piccoli elettrodomestici o oggetti utili per la casa.

Quasi sempre ho trovato quel che cercavo da CVS, una catena di pharmacy che ha un po’ di tutto ma non proprio tutto. Per esempio, non ho ancora una idea chiara sul dove comprare ago e filo per attaccare un bottone. Se lo sapete, lasciate un commento. :)

Oggi, mentre camminavo per il mio primo giro per Padova da quando sono tornato, ho tirato fuori la mia Leica M6, solo per accorgermi che le pile dell’esposimetro erano scariche. Non ho per questo rinunciato a scattare, andando un po’ ad occhio (1/30s, 28mm f/2.8, 400 iso alle 4 del pomeriggio di un giorno invernale velato… vedremo cosa ho ottenuto…). Mi sono domandato però dove avrei potuto trovare due batterie da 1,5 Volt. Sono quelle che si usano anche per molti orologi, o si usavano forse. Hanno sigle quali SR44 o D357 e sono abbastanza comuni. Non sono stato capace di darmi immediatamente una risposta. Forse sarebbe stato sufficiente entrare in un qualsiasi orologiaio, ma temevo di pagarle molto più del necessario, quindi ho esitato. Non ho potuto entrare in un supermercato perché era Mercoledì pomeriggio. Infine, ero molto incerto se entrare in una tabaccheria e chiedere e quindi non l’ho fatto (che volete, sono timido…).

The Burlesque Sono ancora senza batterie per l’esposimetro, ma l’accaduto mi ha dato occasione per riflettere sulla sensazione che ho provato: disorientamento. Non mi sentivo quasi più nella familiare cittadina in cui ho vissuto per 23 anni. Moltissime attività commerciali sono cambiate o chiuse anche solo dalla mia ultima visita, in Settembre, la gente (alle quattro del pomeriggio prevalentemente donne di tutte le età) indossa vestiti che non riconosco come lo stile a cui sono abituato (ma immagino che tutte credano di imitare l’ultima moda di New York, con quei Moncler, i cappelli da puffo, e le UGG), persino il ritmo delle camminate era diverso dal mio, da quello con cui sono cresciuto.

Ho scattato foto insulse ad alcuni scorci e ad alcune viste del centro, principalmente Palazzo della Ragione, più per poter riappropriarmi della mia città che per una vera ispirazione. Fotogrammi forse buttati, non sarà nulla di che. Tuttavia, devo essere sembrato un turista ai Padovani che mi hanno intravisto. Ma certo, turista a Padova non sono.

Il tutto mi ha disorientato.

Ho portato dei rullini a sviluppare, poi delle foto a stampare (in due posti diversi), e infine sono entrato in libreria. Mi sentivo un turista. Ho comprato “Il Principe” di Macchiavelli a 4.90 euro, e un libro Taschen, “Paris Mon Amour” a 9.99. È bellissimo, l’ho poi sfogliato con Marta: ci sono centocinquant’anni di foto di Parigi, dalle barricate del 1848 alla moda degli anni ’80. Cartier-Bresson, Sieff, Boubat, Izis e molti altri. Sfogliandolo mi sono sentito a Parigi, come un turista a Parigi.

Posted from Padova, Veneto, Italy.

WP Theme

I switched WordPress theme, from the good old blogtxt (heavily modified by me and not always in a good way) to the default wordpress theme (I don’t remember the name). It will be a temporary change. I hope.

Update: it only lasted a few hours. Back to blogtxt with some bugs fixed (pointy hat to me, please).

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Firefox 4 and RSS icon

A new major version of Firefox (4.0) will soon-ish be released. I have been testing Minefield, the nightly builds of Firefox 4.0 for some months now. Over all, I’m very well impressed and I will not go in depth listing what I like and what I don’t. Still, as a heavy user of RSS feeds, I think the removal of the RSS icon from the “awesomebar” (i.e., the address bar) is not a smart move, and the developers should at least let power users have the icon in place again, if the users want, without the need to install a specific extension to have the RSS icon in the address bar. :/

Posted from Padova, Veneto, Italy.

Ri-torno

No, il titolo non significa proprio che già torno a Providence, bensì che cerco nuovamente di tornare a casa, dopo che il primo tentativo è andato miseramente a vuoto e non per colpa mia.

Who is that guy? Dopo aver scritto il post precedente sono uscito di casa e sono andato a fare brunch nel magnifico Louis Restaurant, un posto che merita sicuramente una presentazione a parte, ma non oggi. Il mio leggero brunch comprendeva: due pancake ai mirtilli, una montagna di patate arrosto, due uova all’occhio di bue, due toast integrali imburrati, una coppa di frutta fresca. Avrei dovuto resistere fino a sera, quindi ho mangiato un po’ più del necessario. Finito il lauto pasto, mi sono incamminato verso la stazione dei treni di Providence, ho aspettato il treno MBTA per Boston South Station (sì, la stazione sud, come nel monopoli! :) ) ecc ecc.. insomma, tagliamola corta e arriviamo al momento in cui mi imbarco sull’aereo. Fino ad allora tutto benissimo, anzi, pure meglio perché mi avevano dato un ottimo posto sull’aereo. Degna di nota l’attesa in diretta con i miei amici di RadioNK: abbiamo giocato a tombola via radio (pazzi, pazzi…). Dunque, saliamo, mi sistemo e cominciano i guai. Veniamo avvisati che ci sarà un po’ di ritardo, ma nulla di che. Dopo un’oretta, il comandante ci comunica che partiremo dopo altre due ore, ma intanto ci serviranno la cena. Per cena le solite cose da economy class, ma la pasta ai quattro formaggi non era nemmeno male questa volta. Finalmente, un altro avviso: ci vorrà almeno un’altra ora, tuttavia se vogliamo possiamo scendere e stare nella zona dei gate. Io scendo, anche perché sonno proprio non ne avevo e non mi andava di rimanere in aereo al buio (luci spente per agevolare chi avesse voluto dormire). Comincio a leggere qualcosina, navigo in rete grazie alla connessione wireless gratis dell’aeroporto di Boston, cerco di far passare il tempo. Ogni ora riceviamo una comunicazione: si partirà forse entro la prossima ora. Alle quattro di mattina finalmente ci informano che o partiamo alle cinque o viene annullato il volo. Non siamo partiti naturalmente, altrimenti non sarei qui a scrivere.

Ci fanno recuperare i bagagli e poi…ci lasciano a noi stessi (ah, questo “ci”, questa terza persona plurale indefinita, si riferisce ad una compagnia di bandiera teutonica…). No dai, siamo onesti: ci offrono un hotel. “Scusa, e per i biglietti?” “Eh, chiama il numero verde delle prenotazioni”. Io chiamo. Mi risponde dopo venti minuti di attesa una signorina che è chiaro non mi vuole far partire. Dopo un po’ di insistenza, finalmente ottengo un volo con Swiss Air, via Zurigo.

Torno domani, 25 dicembre, alle 18.45.

Scusate il post, forse noioso, ma dovevo ingannare l’attesa finché non è ora di prendere l’autobus per andare in stazione dei treni a Providence e ricominciare la trafila.

Buon Natale.

Posted from Providence, Rhode Island, United States.

Torno

Premessa: questo è un post autoreferenziale nella più grande tradizione del diario personale, una categoria nella quale questo blog ricade certamente.

Beach Closed Oggi parto e ritorno a casa. Sto in Italia un mese. Anzi, più di un mese. Sono fortunato. Mi mancate tutti e spero di vedervi.

Ho scritto “poco” questo semestre, o almeno ho scritto pochi post di quelli che mi nascono dentro, mi agitano per un paio di giorni, e poi mi ci vuole due tre ore per scrivere, togliendo il tempo al sonno. Quei post che poi vi invio via mail, vado a letto, e mi risveglio alla mattina tutto contento con la speranza di leggere i vostri commenti. Questo semestre mi ha svuotato, il lavoro mi ha preso molto: era interessante, divertente, stimolante, frustrante, difficile, eccitante, creatore di dipendenza e nauseante al tempo stesso. Forse mi ha tolto un po’ di tempo per pensare ad altri pensieri, e perdonate la ripetizione. Tuttavia, ho scritto su altri argomenti, al contempo meno e più personali.

Oggi parto e ritorno a casa. Ci vediamo di là dallo stagno…

Update: no, scusatemi, mentivo. Non sono partito. Poi vi aggiorno meglio. Sono ancora a Providence. :(

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Ah, IRC.

IRC è come l’ Hilbert Hotel, ci sono stanze per tutti.
Io, pochi minuti fa, su IRC.


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Letti? Dove andiamo noi non c’è bisogno di letti.

Anche per questo semestre, la nostra buona (???) notte in dipartimento a lavorare l’abbiamo fatta. Ho quasi difficoltà a credere di aver passato le ultime otto ore ad inserire dati in Excel, per poi darli in pasto a Matlab, ma tant’è. Per fortuna che ho scelto di fare teoria (per quanto molto applicata/applicabile), perché fare esperimenti (soprattutto raccogliere dati) mi annoia da morire.

Ora caffè da Loui’s, con pancake e coppa di frutta. Yay.

Confesso che alle 5.27 pensavo ci fosse luce fuori, invece è ancora tutto buio.

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