Strana solita partenza

Sono all’aeroporto di Boston, a cui sia sempre resa grazia per la connessione internet gratis. Tra un’ora imbarchiamo e poi si parte, Monaco, Venezia, Padova.

Parto sempre di sabato per tornare in Italia. Al terzo anno di su e giù, il giorno della partenza segue una routine ormai consolidata attorno ad alcuni capisaldi: il brunch da Loui’s, il treno delle 2.56pm per Boston, e l’aereo delle 20.15 per Monaco. Anche oggi. Anche oggi dovrebbe essere una solita normale uguale partenza. Fuori piove, come altre volte, come spesso quando parto da qui. Ho mangiato il solito panino all’Earl of Sandwich. Ha sempre lo stesso gusto. L’acqua minerale invece qui non ha gusto. È piatta.

Dovrebbe essere una solita normale uguale partenza, eppure qualcosa di diverso c’è: gli altri anni non tornavo così presto, ad inizio maggio. Questa volta ho la possibilità di passare quasi tre mesi in Italia. Tornerò a Providence a fine luglio. È strano partire prima del tempo. Mi sembra di essere stato qui poco e invece non è vero: lo sento nelle parole delle persone che mi aspettano in Italia. Sono stato via 105 giorni. Se parto il 27 luglio, avrò fatto, fino ad allora, 105 giorni in Italia e 105 in USA. Gli ultimi 5 mesi dell’anno sposteranno poi l’ago della bilancia dalla parte del piatto a stelle e strisce.

Parto prima ed è inatteso. Le settimane di maggio, a lezioni finite e con gli studenti del college che cominciano ad andarsene erano un po’ il rush finale, in cui cercavo di finalizzare e concretizzare in un unico fiume i molti rivoli di pensieri zampillati dall’inizio del semestre. Quest’anno non sarà cosi’.

Parto prima ed è inatteso. Due anni fa sono tornato per scrivere la tesi, ma si trattava di un lavoro “leggero” a conclusione di 10 mesi di ricerca. Poi vacanza. L’anno scorso ho avuto la “scusa” dell’esame di stato per ingegnere, ma si trattava di un impegno di pochi giorni e nemmeno troppo impegnativi. Poi vacanza. Quest’anno torno per lavorare ed è inatteso. Ho ottenuto una borsa di studio dall’Università di Padova per svolgere ricerca al DEI per il mese di giugno, ma sarò in dipartimento con il mio professore già dal 16 maggio. Un mese e mezzo di ricerca a Padova, su un progetto “seminuovo”. Sono contento, non vedo l’ora e ho molto da ringraziare per quest’opportunità. Ma è inatteso.

Come sono inattese molte cose che potrebbero capitare in questo periodo di tempo in Italia, belle o brutte. Come sono inattesi molti treni della vita. Ho un’amica che parla spesso delle occasioni della vita come treni che passano, e prima o poi devi decidere su quale salire. Io me li ricordo alcuni dei treni della vita che ho preso, e ancora non mi sono pentito di nessuno. Sono fortunato, o forse so trovarmi bene su tutti i treni. A me piacciono i treni. I treni della vita hanno una particolarità che spesso non piace: puoi sapere quale sarà la prossima stazione, ma non la destinazione finale. A volte anche la prossima stazione è incerta. Il che è buffo, perché un treno vero non può essere dirottato, ma un treno della vita sì: possiamo dirottarlo noi, oppure possono dirottarlo gli altri (e qui consiglio l’ascolto di Ancona/Palermo dei Klippa Kloppa).

Sono belli i treni. È molto buffo che stia parlando di treni quando davanti a me vedo là cinque aerei: due British Airways, un Virgin, un jetBlue, e il Lufthansa che mi aspetta. Gli aerei non fanno fermate intermedie, ma possono essere dirottati. I treni viceversa. Un altro jetBlue scorre sulla pista.

Fra poco dovrebbero cominciare ad imbarcarci. Sono pronto a partire. Sono pronto ad arrivare. Sono pronto a tornare. È inatteso, ma sono pronto. Pronto a vedere le persone che amo. Pronto a stare nei posti che adoro. Pronto a partire. Pronto a vivere.

Posted from Boston, Massachusetts, United States.

Comments 8

  1. Giovanni Cosi wrote:

    i like trains: http://www.youtube.com/watch?v=IYnsfV5N2n8

    bravo matteo. Lo stare bene su tutti i treni è una qualità che pochi hanno; apre molte strade e opportunità. Il fatto che tu stia qui a Padova per tre mesi mi rallegra molto. Voglio mangiare, bere, parlare, correre (ho cominciato anch’io!), giocare a calcetto (nessuno mi chiama ma forse perché non vivo a Padova durante la settimana) assieme. Viva matteo

    Posted 08 May 2011 at 04:26
  2. Fabrizio Paccagnella wrote:

    High five Ciccio. Come sempre i tuoi post mi sanno far riflettere sulla mia vita più di molte persone che ho sempre attorno. Speriamo di saperne fare tesoro come di un segreto svelato. O di un trucco per un gioco per il pc, per intenderci.

    ¡hasta luego! Ciccio.

    A domani direi!

    Posted 08 May 2011 at 08:34
  3. Fabrizio Paccagnella wrote:

    P.S. Il prossimo weekend ti chiamo io Gio, a costo di andare da soli.

    Però tu non mi chiami mai quando vai a correre!

    Posted 08 May 2011 at 08:36
  4. mirko wrote:

    Riusciremo a salutarci stavolta? Lo spero, anche furtivamente, ma ci terrei molto!
    Io qualche treno l’ho perso apposta nella mia vita…ma alla fine sono arrivato contento lo stesso, anche la mèta finale non la conosco ancora! Quei treni persi mi hanno però dato l’opportunità di incontrare tente e tante persone…credo ne sia valsa la pena! :)
    Un abbraccio e… a presto allora!

    Posted 08 May 2011 at 09:33
  5. ladycocca wrote:

    bentornato! non sei mai inatteso: qui ti aspettiamo sempre!

    Posted 08 May 2011 at 09:54
  6. Matteo wrote:

    Grazie a tutti.

    Gio Cosi: fammi sapere quando sei qua: corsetta e calcetto insieme.

    Pacca: ayeah. Domani ti chiamo.

    Mirko: sicuro che ci vediamo questa volta!

    Lady: yeah ;)

    Posted 08 May 2011 at 14:10
  7. cate wrote:

    a presto riondaaa!!!

    Posted 08 May 2011 at 16:53
  8. papi wrote:

    Ops! Ho perso il treno …

    Posted 09 May 2011 at 03:04

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