No, il titolo non significa proprio che già torno a Providence, bensì che cerco nuovamente di tornare a casa, dopo che il primo tentativo è andato miseramente a vuoto e non per colpa mia.
Dopo aver scritto il post precedente sono uscito di casa e sono andato a fare brunch nel magnifico Louis Restaurant, un posto che merita sicuramente una presentazione a parte, ma non oggi. Il mio leggero brunch comprendeva: due pancake ai mirtilli, una montagna di patate arrosto, due uova all’occhio di bue, due toast integrali imburrati, una coppa di frutta fresca. Avrei dovuto resistere fino a sera, quindi ho mangiato un po’ più del necessario. Finito il lauto pasto, mi sono incamminato verso la stazione dei treni di Providence, ho aspettato il treno MBTA per Boston South Station (sì, la stazione sud, come nel monopoli!
) ecc ecc.. insomma, tagliamola corta e arriviamo al momento in cui mi imbarco sull’aereo. Fino ad allora tutto benissimo, anzi, pure meglio perché mi avevano dato un ottimo posto sull’aereo. Degna di nota l’attesa in diretta con i miei amici di RadioNK: abbiamo giocato a tombola via radio (pazzi, pazzi…). Dunque, saliamo, mi sistemo e cominciano i guai. Veniamo avvisati che ci sarà un po’ di ritardo, ma nulla di che. Dopo un’oretta, il comandante ci comunica che partiremo dopo altre due ore, ma intanto ci serviranno la cena. Per cena le solite cose da economy class, ma la pasta ai quattro formaggi non era nemmeno male questa volta. Finalmente, un altro avviso: ci vorrà almeno un’altra ora, tuttavia se vogliamo possiamo scendere e stare nella zona dei gate. Io scendo, anche perché sonno proprio non ne avevo e non mi andava di rimanere in aereo al buio (luci spente per agevolare chi avesse voluto dormire). Comincio a leggere qualcosina, navigo in rete grazie alla connessione wireless gratis dell’aeroporto di Boston, cerco di far passare il tempo. Ogni ora riceviamo una comunicazione: si partirà forse entro la prossima ora. Alle quattro di mattina finalmente ci informano che o partiamo alle cinque o viene annullato il volo. Non siamo partiti naturalmente, altrimenti non sarei qui a scrivere.
Ci fanno recuperare i bagagli e poi…ci lasciano a noi stessi (ah, questo “ci”, questa terza persona plurale indefinita, si riferisce ad una compagnia di bandiera teutonica…). No dai, siamo onesti: ci offrono un hotel. “Scusa, e per i biglietti?” “Eh, chiama il numero verde delle prenotazioni”. Io chiamo. Mi risponde dopo venti minuti di attesa una signorina che è chiaro non mi vuole far partire. Dopo un po’ di insistenza, finalmente ottengo un volo con Swiss Air, via Zurigo.
Torno domani, 25 dicembre, alle 18.45.
Scusate il post, forse noioso, ma dovevo ingannare l’attesa finché non è ora di prendere l’autobus per andare in stazione dei treni a Providence e ricominciare la trafila.
Buon Natale.
Posted from Providence, Rhode Island, United States.
Comments 1
Mi piace questo stile spensierato e da sdrammatizzazione!
Posted 25 Dec 2010 at 12:25 ¶Ti aspettiamo
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