Hey, How is it going?

Prologo (Sull’impulso creativo): Ci sono degli attimi, degli istanti che durano a lungo ma finiscono subito in cui mi accorgo di avere voglia di scrivere un nuovo post, e sento che le parole scorreranno dalla loro origine alla punta delle mie dita senza disperdersi troppo nei meandri del mio cervello come farebbe un fiume che sfoci a delta. Questi attimi sono spesso associati a una particolare condizione metereologica: una pioggia a gocce asciutte la cui unica traccia sarà solo l’odore di città lavata. Quando capita sono solito uscire in maglietta e stare sotto il cielo per un paio di minuti, sentendomi libero come in poche altre occasioni, tutte legate all’acqua sulla pelle: la discesa di un canalone dolomitico sotto la pioggia a goccioloni, dopo aver fatto la salita con il sole e zaino e tenda per cinque giorni sulle spalle; l’acqua salata sulla faccia durante una regata; la neve negli occhi mentre scendo per l’ennesima pista e fiocca a larghe falde. Insomma, piove e sento che è il giorno giusto per scrivere un post.

Primo intermezzo: Lucio Battisti – La sposa occidentale (link sul TuTubo)

…vuoi prendere un treno di notte pieno di paralumi e di damasco per dormire sennò a che serve un treno?…

“Hey, how is it going?” o una delle mille variazioni sul tema. Qui negli States sentirete questa formula magica senza magia ogni volta che entrate in un ristorante, ogni volta che vi avvicinate ad un registratore di cassa, ogni volta che varcate l’entrata di un negozio e siete l’unico cliente. Ve lo sentirete ripetetere quando la cameriera si avvicina a prendere il vostro ordine (e consideratevi fortunati se non vi dice il suo nome, che dimenticherete appena l’avrà detto, ma che la targhetta sulla sua maglietta sarà pronta a ricordarvi). Ve lo dirà la barista di Starbuck’s quando è il vostro turno, anche se da buoni italiani medi già pregustate il piacere di lamentarvi del caffè che non buono come al bar (statevene a casa la prossima volta, e smettete di chiedervi perché Starbuck’s non apre in Italia). Ve lo chiederà il macellaio al supermercato, mentre state per ordinare quella t-bone steak alta due dita e non avete potuto fare a meno di pensare a Tex Willer e alla faccia soddisfatta di Kit Karson.

Ve lo chiederanno tutti, qui negli USA.

Non uno di questi sarà interessato alla risposta.

Per un anno e mezzo ho continuato a rispondere con un “good” a mezze labbra e lettere minuscole. Poi ho smesso e ora rispondo con un sorriso a lettere minuscole e corpo 8.

Secondo intermezzo: Giuliano Palma & The Bluebeaters – Messico e Nuvole (link sul TuTubo)

…meglio star qui seduto a guardare il cielo davanti a me…

Perché dovrei sminuire una risposta così importante dandola a tutti? Perch´ dovrei voler farti sapere come sto se non ti importa? Perché dovrei banalizzare la risposta che riassume la mia condizione attuale? Perché dovrei correre il rischio di farmi ipnotizzare dal mantra bitonico automatico “howareyou-Imgoodthanks” e convincermi che sto davvero bene?

Come sto interessa a me e agli altri a cui lo voglio far sapere.

E ora non commentate con “Beh, ma come stai?” o una delle mille variazioni sul tema.

Terzo intermezzo: Ivano Fossati – Gli amanti d’Irlanda (link sul TuTubo)

…così la luna di questo paese divenne l’alba…

P.S. I brani scelti sono più o meno casuali, le citazioni degli stessi meno.

Comments 8

  1. mirko wrote:

    Lo sai che ti puoi raffreddare sotto la pioggia in maglietta? Cosi poi siamo costretti a chiederti “come va?”…Coincidenza vuole che anch’io la settimana scorsa ho ascoltato MESSICO E NUVOLE…cantata da Jannacci però: UNICA! Un abbraccio

    Posted 15 Mar 2010 at 10:38
  2. Fede wrote:

    Eh già, penso che sia un trauma che devono affrontare tutti gli italiani che vivono là… però sembra che tu sia già riuscito a superarlo, ottimo!!

    Posted 15 Mar 2010 at 10:38
  3. Clara wrote:

    E infatti io ho sempre odiato la domanda: “Come va?”, il più delle volte è fatta perchè non si sa cosa dire!

    Posted 15 Mar 2010 at 10:59
  4. papi wrote:

    ho un ginocchio malfermo e sul bagnato scivolo, grazie

    Posted 15 Mar 2010 at 15:24
  5. ladycocca wrote:

    how are you today? lo capirò appena ti vedrò! a fra pochissimo!

    Posted 15 Mar 2010 at 20:50
  6. Andrea wrote:

    Un dramma che mi sono posto spesso; ti do 3 possibili risposte (invece che dare la risposta banale), che potrai usare dopo avermi fatto un bonifico di 3200$:

    1) Hi there (per restare neutrale)
    2) how you doing? (con pesante accento americano, per contrattacare)
    3) fucking awful (per dimostrare il tuo disprezzo/ironia malevola/frustrazione/o che-altro-tu-voglia alla banale domanda)

    Spero di essere d’aiuto (e ovviamente che tu le usi, pagandomi)

    p.s.: un mio satellite sta monitorando le tue risposte per controllare se farai uso dei miei suggerimenti senza permesso :P

    Posted 15 Mar 2010 at 20:55
  7. luciana wrote:

    potrebbe essere l’ìnizio di un romanzo?

    Posted 16 Mar 2010 at 16:28
  8. blextar wrote:

    Un consiglio per una vita più serena: meno pippe, meno virtuosismi letterari. Più pizzette.

    Tante bbelle còse :)

    PS: pensavo di tifare borgo sant’antonio. Ho la quasi certezza che mi darebbe più soddisfazioni della “juve” (?).

    Posted 19 Mar 2010 at 11:51

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