Io non ero mai stato in un laundromat.
Un laundromat è una lavanderia a gettone.
Quando ci sei dentro il tempo non passa: è ciclico, come il giro dei cestelli. È scandito a blocchi di 26 minuti che scorrono in ordine decrescente sul rosso display a sette segmenti delle lavatrici. Non è un orologio, è un timer, che ti ricorda che sì, puoi prenderti quella mezz’ora scarsa di pausa. Totale. Non c’è fretta. È un timer stupendo che quando arriva a zero non suona allarmandoti come quello del microonde. Anzi, se nel ritmo ovattato degli ottovolanti per panni sei riuscito ad individuare la voce del tuo cestello, ti accorgerai del suo silenzio quando il timer segna lo zero. Intanto il tempo passa o forse non passa. Stai aspettando ma non è come alla fermata dell’autobus o sotto casa della fidanzata. Non hai la voglia pressante che l’attesa sia finita. Stai aspettando che la bussola impazzita del cestello si fermi e ti restituisca l’omnia munda. Non puoi accelerare il tempo che scorre a ritroso e nemmeno lo vuoi. Aspetti seduto sulla poltroncina quasi sfasciata, residuato di un salotto di seconda o terza mano, e guardi questo microcosmo di stereotipi umani nel luogo assurdo la cui topografia è composta da corridoi tra le lavatrici a gettone ($2.25, quarters only). C’è la proprietaria messicana, che si aggira nel covo di cubici ciclopi elettrici con il passo di un colonnello al Pentagono. C’è l’anziana coppia afroamericana: lui e lei, forti di anni di esperienza, non compiono un movimento più del necessario per estrarre i vestiti dall’asciugatrice e piegarli in buon ordine sul tavolo, in perfetta sincronia d’intenti e di gesti. Ci sono gli studenti. Puoi indovinare l’esclusività del loro college dalla qualità dell’abbigliamento griffato con lo stemma dell’università. Ma tutti indossano le stesse scarpe. Io sto seduto sulla poltroncina, mi puoi vedere se sbirci sopra l’ultima batteria di pezzi, ehm, di lavatrici. Osservo la scena sollevando gli occhi da Ossi di Seppia. Oggi ho ricevuto la mia iniziazione in questo tempio laico americano senza misteri. Sarei venuto prima se avessi saputo che avrei trovato qui, nel più pluralista dei luoghi, il momento intimo necessario per la lettura del tesoro lirico di Montale, ambrosia da gustare nella singolarità del proprio io.
Mi alzo, la mia pausa è finita: i miei vestiti sono considerati puliti ora. Non so chi, ma qualcuno ha deciso che non serve lavarli più di 26 minuti. Non mi faccio domande sulle ricerche in merito. È stata una vera pausa: il tempo non è passato qui dentro. Forse fuori i minuti hanno continuato a correre, forse no. Voglio stare ancora qui, sembra di stare in un porto sicuro. Posso stare ancora qui. Devo stare ancora qui: i miei vestiti sono bagnati. La tropicale ruota panoramica dell’asciugatrice li aspetta. Tiro fuori altri due quarti di dollaro. È il prezzo per fermare il tempo, anche se solo qui dentro, nella laundromat.
Comments 6
Una volta solo ho usato la lavatrice a gettone, per lavare due tappeti…non ricordo quanti euro, ma le pieghe dopo l’asciugatura…INFINITE…e per fortuna c’era mia moglie!
Posted 15 Sep 2009 at 9:17 am ¶Ti avrei visto bene come ne vecchio spot della LEVI’S: Un bel ragazzo (Nick Kamen) entra in una lavanderia e senza problemi si spoglia, mette jeans e T-shirt a lavare e si siede ad aspettare in mutande fra le altre persone finchè i suoi vestiti non sono pronti, a quel punto si riveste ed esce dal negozio.
Alla prox.:)
ahahaha, già ti immagino in mutande ad aspettare 26 min! …ma, forse anche le mutande sono sporche
Posted 15 Sep 2009 at 10:35 am ¶La lavatrice Parigina della lavanderia vicino a casa (della Miele, industria davanti alla quale passava il mio treno giornaliero per Plessis) ci metteva 54 minuti.
Posted 16 Sep 2009 at 4:14 pm ¶In quel tempo io in genere tendevo a fare bancomat e la spesa, o a pulire casa; restando ad aspettare lì trovavo sempre dubbi individui che ci provavano con me e bambini di colore che mi fissavano per qualche minuto (non ho mai capito perchè), l’unica volta in cui ci ho un po’ provato io con un tizio questo non capiva un tubo nè di francese nè di italiano nè di inglese…umpf! Mi sono sempre chiesta perchè era un biancheria frequentata solo da uomini e bambini. La sola donna che ho icnontrato mi è stata simpatica, si vedeva chiaramente che era un’immigrata italiana: sembrava uscita da un film americano degli anni ’50, vecchioccia con un po’ di baffetti e il fazzoletto in testa; non abbiamo parlato italiano e ho fatto fatica a capire il suo francese, ma i suoi sorrisi erano sinceri.
Dopo alcuni bruschi rifiuti e qualche clamorosa bugia (del tipo che vivevo con il mio ragazzo che ora mi aspettava a casa) ho deciso di trasformare quel non tempo in prezioso tempo lasciando che i miei vestiti e le mie mutande girassero per conto loro, speranzosa di ritrovare tutto al loro posto un po’ più pulito e stropicciato. Ciò che c’era di prezioso era ciò che poteva avanzarmi se facevo in fretta, infatti se ne rimaneva un pochino andavo fino alla piazza vicino a casa per godermi gli ultimi preziosi minuti sapendo che mi restava solo la stesura della biancheria sopra alla mia piccola vasca da bagno prima di “aver fatto tutto”, e sorridevo osservando e a volte fotografando i presenti.
….credo di aver fatto anch’io quasi un post nel raccontarti questo, ma mi faceva piacere condivederlo con te… buona lettura vecchio!
ma al 219 di Waterman st. non c’è una lavatrice?
Posted 16 Sep 2009 at 7:45 pm ¶Quarters only è sempre stato un grosso problema per me. $1,25 per la lavalava + $1,25 per l’asciugaacsiuga. Ho sempre adorato il rumore delle asciugatrici e il loro calore quando le apri e il tempo relativamente breve che ci mettono ad asciugare quello che “naturalmente” ci metterebbe dei secoli in quelle zone (o in Lux). Un po’ di tips a te che sei uomo da me che sono donna: ricorda: se pieghi quando i panni sono caldi, non serve stirarli. Altra dirtta: vendono dei fogliettini di panno-non-panno che fungono da ammorbidente. Te li consiglio, profumano e ammorbidiscono alla grande. E “ricordati di non scordare” di pulire il filtro dell’asciugatrice dalla polvere prima di inserire i tuoi panni…e fai il bravo… piesse:a BU la lava.durava 45 minuti e l’asciugatrice mezz’ora… io nel frattempo andavo in mensa perchè tutto era nello stesso stabile
baciii
Posted 16 Sep 2009 at 9:23 pm ¶Impeee! ma quando scrivo nella finestra apposita “message” per commentarti, le lettere mi vengono fuoi in formato mignon che nenache riesco a rileggere quel che scrivo…è un problema mio?
Posted 16 Sep 2009 at 9:25 pm ¶Post a Comment