Giovedì ho partecipato alla mia terza festività americana, dopo Halloween e l’Election Night. In quanto ultimo giovedì di Novembre, ricorreva infatti il giorno del Ringraziamento, noto anche sotto il nome di Thanksgiving Day o, più prosaicamente, “la mattanza dei tacchini”. Non starò qui ad elencarvi i motivi storici o presunti tali che danno origine a tale festa, bensì mi limiterò a descrivere come ho passato la mia giornata e quali sensazioni ho provato.
Vi anticipo che il mio Ringraziamento è stato decisamente progressista nel segno della tradizione. Bravi, non significa niente, vedo che siete attenti. Devo ammettere che non ho seguito proprio proprio il rituale tradizionale, ma a mia discolpa posso dire che nessuno dei partecipanti al festino era un americano a stelle e strisce. Al lauto pranzo hanno preso parte solo Europei: tedeschi, inglesi, belgi, britannici ed italiani (tutti membri della mitica squadra di calcio Elton&TheJohns). Questo fatto ha comportato alcuni dubbi riguardo alla correttezza del protocollo e al motivo del festeggiamento (che diamine ringraziavamo noi?) prontamente risolto con un “Let’s be progressive” che mi sento di suggerire come slogan al prossimo candidato presidenziale. In pratica abbiamo deciso che un tocco artistico europeo al cerimoniale statunitense non poteva guastare, e visto che l’unico aspetto a noi noto di tale cerimoniale era il tacchino, tutto il resto è stato considerato “tocco artistico europeo”, appunto. Quanto all’oggetto del ringraziamento, il solo fatto che fossimo insieme a divertirci è stato giudicato sufficiente per ringraziare chiunque volessimo ringraziare.
Ma veniamo, ed è proprio il caso di dirlo, al piatto forte di questo post: il tacchino. Come da immagine allegata, il tacchino era proprio come quello dei fumetti, quello che Nonna Papera porta in tavola con tutti i parenti (compreso Pennino). Confesso che non me lo aspettavo, pensavo che fosse un prodotto della fantasia popolare europea e succedesse sono nelle famiglie più WASP (non inteso come vespe). Cucinare un tacchino intero non è facile e richiede mooolto tempo. Richiede anche un forno parecchio grande e una grande dose d’intuizione/esperienza per capire quando è cotto. Questo nella teoria. Nella pratica, gli americani sono i maghi della semplificazione: infilato nel tacchino come un ago di siringa è presente un “timer visivo”: si tratta di una cannula di plastica all’interno della quale si trova una specie di tappo rosso di materiale non meglio identificato. Quando il tacchino è cotto, questo tappo si stappa e segnala all’attenta massaia che è giunta l’ora di chiamare in tavola. Tutto questo funziona se si mette l’apposito segnale in modo che sia visibile dall’esterno del forno (non è consigliato fare compagnia al tacchino in tale ambiente). Naturalmente, noi europei ignoranti non sapevamo tutto ciò e l’abbiamo scoperto solo a posteriori. Ma tant’e', il nostro tacchino era cotto perfettamente e decisamente buono. Ah, la salsa di ribes ci sta veramente bene, un plauso ai coloni per questa trovata!
Insieme al tacchino, grande ricchezza di vegetali e tuberi al forno, al vapore, purè, vino, birra, acqua….fino al dolce. Il dolce merita una nota a parte: una delle mie compagne di calcio è taiwanese e, non avendo moltissima voglia di studiare, trascorre i pomeriggi a cucinare biscotti e dolci. Ora, in occasione del ringraziamento, Joy (questo il suo nome) è andata a Baltimore, ma, da sorella affettuosa quale e’ per tutti noi della squadra, ha pensato bene di preparare qualche chilo di biscotti per noi poveri ragazzi lontani da casa. Credo abbia cucinato almeno per un paio di giorni, solo per noi. La cosa veramente carina è che ha preparato dei sacchettini di biscotti per tutti i membri della squadra, anche quelli che andavano dalle famiglie o chissadove. Sì questa ragazza non ha molto da fare evidentemente, ma a noi va bene così. Quanto immortalato nelle seguenti immagini non è che una goccia di tutto l’oceano di biscotti, brownies, cupcakes, apple pie che abbiamo gustato.
Degna conclusione del banchetto, decisamente. A seguire, due ore (2) di calcio in mezzo alla strada. Il ringraziamento corrisponde fondamentalmente alla morte civile, almeno per le strade: niente auto, niente bici, nessun pedone. Devo dire, giocare a calcio in mezzo alla strada ci ha fatto sentire molto in Europa. Anche se queste cose in Europa non le facciamo mai. Ok, sto mentendo, ricordo benissimo la partita a calcetto sul sagrato del Duomo pochi giorni prima di partire (gran gol di Giane al termine!)
Alcune osservazioni sulla questa ricorrenza:
- Se Halloween è fondamentalmente Carnevale, il Thanksgiving è fondamentalmente Pasquetta, e mi aspetto seriamente che il 4 Luglio sia molto simile a Ferragosto.
- Non ho mangiato le torte di grano saraceno ne’ la salsa alle mele che sembrano essere tipiche di questo giorno, ma non ne sento affatto la mancanza.
- Il nostro tacchino non era ripieno. Esigo assaggiare il ripieno del tacchino prima o poi.
- Non ho ancora capito se Thanksgiving è considerato pranzo o cena. L’apporto calorico comunque vale per (almeno) due pasti, quindi non è un grande problema.
Degna conclusione della giornata:
Foto su Flickr: Thanksgiving 2008


Comments 7
non si puo’ altro che dire… GORGEOUS!!!
Posted 29 Nov 2008 at 4:13 pm ¶liebe gruesse aus der schweiz!
Metodo curioso quanto shockkante è anche quello di infilare il tacchino (il vostro credo fosse tipo 1/4 di quello che la mamma di Rick ha piazzato in un-fuori-dal-comune-gigantesco-forno dopo che la figlia con le sue manine ci aveva ficcato dentro quantità esorbitanti di stuffing – pane bagnato nel latte credo e spezie varie a volontà) in un sacco di materialenonsoquale trasparente che serve ad accelerare notevolmente il processo di cottura del malcapitato dindio…
Posted 29 Nov 2008 at 7:23 pm ¶Che titolo orribile.
Posted 29 Nov 2008 at 7:50 pm ¶Però la pasquetta (rigorosamente da Buso) ha dalla sua il meteo, decisamente più clemente. Uovo di pasqua batte tacchino 1 a 0.
A giudicare dalle foto la vostra amica cin-ciu-cianese non ha proprio una bertola da fare durante il giorno…che dire, foonderbarz
!!!!
Posted 30 Nov 2008 at 11:08 am ¶Ma la salsa di ribes serve per rendere meno stopposa la carne? Serve cioè ad evitare quel senso di soffocamento misto a secchezza delle fauci che se non bevisubitodopo aver ingurgitato… l’epiglottide ti s’incolla all’esofago?
Posted 30 Nov 2008 at 5:39 pm ¶I dolcetti però mi ispirano però!
Ma quando nonna papera fa il tacchino per pranzo ai suoi nipoti è come se tua nonna ti facesse lo sformato di tuo cugino…mistero disneyano!
Posted 30 Nov 2008 at 6:58 pm ¶Infatti, l’Imperatore da piccolo si è mangiato suo cugino. Mi pare evidente.
Posted 01 Dec 2008 at 1:44 pm ¶Post a Comment