Dopo quasi due mesi in Providence posso cominciare a valutare i miei rapporti sociali con le persone che ho incontrato qui. Di questo post forse non si sentiva la mancanza, ma contribuisce una pennellata alla tela su cui cerco di dipingere il ritratto della società americana, o almeno di quella parte in cui vivo. Il fatto che io abbia dei rapporti sociali può forse far sorridere quelli di voi che mi conoscono (bene) e che mi ritengono (a ragione) un orso (non solo per la barba), eppure è così, quindi un grosso “PRRR” a voi!
Partiamo dall’ambiente in cui passo la maggior parte delle mie ore di luce: il dipartimento di Computer Science. Ho già detto quanto sia informale l’ambiente nel dipartimento: c’è gente che ci dorme (non io), che ci mangia da solo (non io), che ci gira in ciabatte (non io), che si muove dal suo ufficio solo per scroccare il cibo gratis che abbonda quasi ogni giorno (anche io). Nonostante ciò non si può dire che sia il posto migliore per avere delle relazioni interpersonali (e parlo di amicizie, non di rapporti affettivi di altro genere). Ok, gli informatici sono nerd (non io??? Ok, scherzo, anche io) ma questi sono parecchio chiusi e, direi, un po’ maleducati. Vedi alla voce:”compagno d’ufficio indiano che non conosce l’esistenza dei fazzoletti da naso”.
. Per fortuna sta in ufficio molto poco , e quando ci sta, Last.fm mi salva dal sentire sollevare Venezia a forza di narici…Vedi anche alla voce
“compagno di ufficio cinese che non si toglie mai la giacca e mangia ogni giorno la stessa cosa (riso con qualcosa che profuma e impesta l’aria per tutto il pomeriggio)”: a questo non ho rimedio. Devo essere onesto però: ci sono anche delle persone simpatiche nel dipartimento e con cui mi trovo bene. Per la cronaca: non sono americani. Non sono tante, tutto qui. Comunque, il secondo evento sociale del dipartimento è theory lunch: ogni martedì alle 11.30, il gruppo di ricerca di teoria (di cui sono membro irregolare) organizza un pranzo+lezione leggera. Grandi chiacchiere (a tema). Tra l’altro il pranzo di domani l’ho organizzato io. Me ne bullo in pubblico, sisi. Il massimo evento sociale (o almeno il massimo di quelli a cui partecipo io, non so se organizzino dei balli in maschera clandestini nottetempo) è TGIF ossia Thanks God is Friday, la merenda del venerdì. Ricchi dolci e momento di relax per tutti. Yuppy!!…o forse no..=)
Quando sono fuori dal dipartimento, i miei fuochi di aggregazione sono i compagni di calcio della mitica squadra Elton & the Johns: due tedeschi, un francese, un belga, un neozelandese, uno scozzese, un inglese, unA taiwanese, tre americani, un italiano (me stesso), supporters di varie nazionalità. Per la cronaca, domani ci giochiamo l’accesso in finale del torneo universitario, divisione “low intensity” (leggi: mezze-seghe). Sono stato introdotto dal mio flat-mate Fabian in questa banda multinazionale ed eterogenea per età, sesso e studi. Ci sono persone più che interessanti: dal belga che parla correntemente 4 lingue ed è al suo terzo master al neozelandese che studia critica teatrale, ai filosofi americani, al cambriano che ha pensato bene di migliorare il suo curriculum venendo a Brown (già, un M.A. a Cambridge non è abbastanza…), infine ci sono vari exchange student. Questi personaggi fuori dall’ordinario si sono rivelati veramente aperti e simpatici, compagni di festa, di spettacolo (teatro) e di sofferenza (sul campo)
Ora, non so bene perché ma legare con gli americani è decisamente difficile. Questo dovrebbe essere il messaggio del post. Non so motivarlo, ma sono un po’ diversi dagli europei. Hanno anche un diverso modo di divertirsi. Qui il massimo del divertimento sembrano essere le feste in casa, un po’ modello festa-delle-medie di ElioELeStorieTese-iana memoria. “Ma come? E tutte le confraternite e balle varie di ogni buon film trash americano alla Road Trip (o meno Trash (?) alla Animal House???” Beh, signori miei, quelle sono le cose per gli undergrads, per chi fa il college. I grad student (Master e Ph.D.) non si sporcano le mani con gli undergrads (almeno qui a Brown). Devo dire che fortunatamente la squadra di calcio è a maggioranza europea (e qualche americano atipico), il che rende le mie serate di libertà decisamente interessanti…
Beh, ecco uno di quei post di cui non si sentiva la mancanza. Dovete scusarmi: ne sto rimuginando uno a sfondo “analisi sociale” da un po’, ma ancora non è pronto…Spero che almeno le foto vi piacciano…



Comments 6
Che forte CIP! è forse CIOP?
Posted 18 Nov 2008 at 10:41 ¶Ok, capito. Ti mancano le graaaaan serate sesso-droga-rock’n'roll che ci cacciamo qui a PD, eh, vecchio mattacchione.
Posted 18 Nov 2008 at 10:44 ¶E per concludere: orsottopotto.
sempre interessante
Posted 18 Nov 2008 at 12:03 ¶Io invece il post l’ho trovato interessante.E anche se semplice mi ha fatto molto riflettere devo dire.A volte si è stanchi di quello che succede qua e vien voglia di dire “me ne vado qualche anno in America e magari pure ci resto”.Si vorrebbe scoprire quel paese che è trooooppo mitizzato dai film che vediamo.New York,Miami,paesaggi da Western di Sergio Leone..e chi più ne ha più ne metta.Tutto bellissimo da turista..ma poi viverci?Si scopre quello che pure tu scopri e si pensa..cara vecchia Europa,cari vecchi amici,gite in montagna con lo zaino sulle spalle,fuochi e chitarra e chi più ne ha più ne metta..Fai bene a far riflettere a riguardo..CIAO!!!!!
Posted 18 Nov 2008 at 12:36 ¶è qui che arrivavo sempre quando rispondevo a quelli che avevano fatto l’erasmus o a quelli che mi dicevano…ahhh Boston…ficco!e mi chiedevano com’era andata…
Posted 18 Nov 2008 at 14:29 ¶Cacchierola: io ho studiato veramente li’ (esattamente il contrario di quello che fanno tutti gli studenti in erasmus) e mi sono rotta quasi subito delle loro festine in case di cartone con i barili di birra nel portico. Nonostante tutto è bene vedere con i propri occchi per capire cos’è il mito americano!!! Dai, passa per il VIA e ritirati questi 10 bucks – e se ti compri una birra…mi raccomando, non berla per strada!!!! – se non è avvolta da un sacchetto!!!)
Erasmus power!!!
Posted 19 Nov 2008 at 20:28 ¶Post a Comment