Me l’hanno chiesto praticamente tutti, sia prima che dopo, quindi non ho potuto esimermi (ossia non mi sono esatto (o esigiuto, Calvino lo usa senza malizia)) dal scrivere un post sulla storica notte. Come è andata lo sapete: la Juve ha vinto 2-0 al Bernabeu, con doppio magico Alex.
Sì, mi piace fuorviarvi. Ovviamente la (seconda) storica notte è stata quella del 4 Novembre 2008, che oltre a essere il 90esimo compleanno della mia via (a Padova), è stata la notte in cui Barack Hussein Obama è stato eletto 44esimo presidente degli Stati Uniti d’America. Non parlerò, salvo un breve accenno nel finale di politica, quanto di come ho vissuto la notte elettorale.
Molto semplicemente, sono stato ad un electoral party organizzato da una coppia di afroamericani. Il marito è ricercatore di scienze politiche qui a Brown, e io mi sono imbucato solo perché il mio compagno di appartamento studia scienze politiche. Arrivati, lasciamo le scarpe in ingresso ed entriamo in salotto: c’erano persone di varie età e gruppo etnico: bianchi, afroamericani e latinos e io e Fabian come osservatori europei super partes. Tutti erano fortemente orientati per Obama, con adesivi attaccati, spille, magliette e quant’altro. Cibo e bevande in abbondanza, televisione sintonizzata sulla CNN e via di scommesse, applausi, boati e grida di disappunto ad ogni stato “chiamato”, ossia per il quale venivano date proiezioni quasi certe. E vai col New Hampshire! Aleeee!! C’era chi aveva i foglietti con le previsioni e stava con gli occhi fissi su di essi, ascoltando la televisione come un appassionato del totocalcio ascolta “Tutto il calcio minuto per minuto”. Quando è stato chiamato l’Ohio…beh..non li ho sentiti esultare così nemmeno ad un home run dei Red Sox…
Una nota di merito alla CNN e in generale alle televisioni americane per come hanno coperto l’evento. Puntuali, sintetici, chiari, con fin troppe statistiche, grafici, confronto con il 2004, zoom in e out sulla mappa degli stati per vedere l’andamento contea per contea (se non l’avete fatto, guardatelo sul sito del NYTimes o qualsiasi altro giornale USA, e apprezzate come, ad esempio, la Florida sia blu anche se pochissime contee in realtà hanno votato democratico, ma sono le contee più popolose). Altro che RAI e collegamenti con Demos o come si chiama lei. Ho apprezzato molto anche che mettessero l’esatto numero di voti spogliati. Ah per la cronaca: qui, data l’estensione, lo spoglio in New Hampshire e le proiezioni cominciano prima che i seggi siano chiusi in California o nell’Oregon. A causa di ciò ogni 4-5 minuti i giornalisti TV si assicurano di ripetere che “i risultati non sono definitivi, se siete sulla costa ovest andate a votare, votare, votare”. Weird, isn’t it?
I discorsi: bello, veramente apprezzabile, il discorso di resa di McCain. Devo dire che si vede che è uno che crede nella sua nazione. Bellissimo e coinvolgente, il discorso di Barack Obama. All’inizio non mi stava convincendo, sembrava parlasse solo ai suoi, mentre trovavo giusto che parlasse a tutti gli Stati Uniti, poi si è ripreso bene. Un ricordo anche per le lacrime del reverendo Jesse Jackson (wiki in eng, se non sapete chi è).
Una piccola nota di folklore: ai party americani c’è solitamente la tradizione BYOB, ossia Bring Your Own Beverage, portati quello che vuoi bere. Ovviamente, non è carino portarsi da bere solo per sè e quindi tutti giungono con qualcosa in più…già, solo che se siamo in 40 ed ognuno porta 6 birre, e i padroni di casa ne hanno comprate 60 di per loro…ti trovi con 300 birre, di almeno una ventina di tipi diversi, in 42 persone…(non ho una foto, purtroppo)…un po’ oltre il limite, in pieno spirito USA.
Ecco il “breve” accenno politico finale che avevo promesso: Ok, Obama presidente, e primo afroamericano alla Presidenza (e non “alla Casa Bianca”, che non rende, e capirete perché). La mia osservazione è:”Quanto deve la sua elezione Obama e l’essere riuscito a non far pesare (negativamente, ma secondo me ha pesato molto in senso positivo, specie alle primarie, probabilmente) il suo non essere WASP (White Anglo-Saxon Protestant) al fatto che l’attuale segretario di stato sia nelle sue stesse condizioni e che Colin Powell avesse ricoperto per primo tale e molti altri ruoli chiave?”. In una nazione di 50 stati dei quali solo due (MA e VA) hanno mai avuto governatori non bianchi, vedere degli afro-americani alla Casa Bianca non è una novità quindi l’elezione di Obama è piuttosto una conferma del riconoscimento che tutti gli ingredienti della salad bowl sono ugualmente importanti.
Onestamente e, direi, pragmaticamente, credo, molto più che a Martin Luther King Jr. (mai nominato nei suoi discorsi) credo che Obama debba la sua elezione più all’(ex) falco e alla falchessa, che al giovane reverendo con un sogno, almeno per quanto riguarda l’essere riuscito a convincere persone di razza etnia gruppo etnico diverso dal suo.
Con questo chiudo, a voi la linea, studio.
Comments 8
Non mi interesso più di tanto di politica, ma di calcio si: GRANDE CAPITANO!!!
Posted 07 Nov 2008 at 4:10 am ¶BYOB, ossia Bring Your Own Beverage: la mejo cosa!!!
Posted 07 Nov 2008 at 5:54 am ¶speriamo non sia una delusione anche questa speranza… La juve intendo!
Posted 07 Nov 2008 at 9:10 am ¶è comunque un “abbronzato”
Posted 07 Nov 2008 at 9:55 am ¶Dì la verità che ti son mancate le bandierine di Emilio Fede…ahahahah
Posted 07 Nov 2008 at 10:09 am ¶Quanto ad ALEX…GRANDIOSO!
ma quindi non sarebbe stata una cosa così sorprendente?
Posted 07 Nov 2008 at 8:33 pm ¶Premetto che di solito problemi di colore o di distinzioni varie non me li sono mai fatti, però alcuni, tanti, pare se ne facciano e nel caso degli U.S.A…ero un po’ disillusa.Mentre ora sono sorpresa..beh la prima frase del discorso della vittoria di Obama è stata un po’ il mio buongiorno.Felice di aver sbagliato.
Non vedo molto rilevante il collegamento col fatto che prima di lui già persone di colore avessero ricoperto ruoli politici di rilevo; Obama è, io credo, dotato di grandi doti, ha studiato, è preparato, è furbo e terribilmente determinato e deciso. Ha vissuto di qua e di là nel mondo, ha studiato, dal nulla ha fatto carriera con carisma e abilità, ha sconfitto un rivale del calibro di Hilary Clinton e ha letteralmente stracciato Mc Cain, ha saputo circondarsi di abili e valenti collaboratori. Change has come to America, terribilmete chiaro e risoluto, peggio di Kennedy. Certo, ora bisogna vederlo all’opera, la fiducia però è grande, come grandi sono le sue qualità che lo hanno portato al vertice PIU’ ALTO di un paese nel quale poco più di cent’anni fa c’era la schiavitù.
Posted 07 Nov 2008 at 9:20 pm ¶Io non dico che non sia sorprendente, mi domando solo se sia veramente un grande passo, o solo l’ultimo naturale passo (e solo in ordine cronologico) di un cammino, e trovo che esso sia stato compiuto piu’ grazie ai piccoli e meno strombazzati passi piu’ recenti (vedi Powell,Rice, Deval Patrick (Rice con la grande difficolta’ di essere nera e donna, ma per fortuna c’era stata la Allbright)) che non ai grandi passi del passato. La politica non e’ fatta solo di ideali o di sentimenti di rivincita sociale, nemmeno negli Stati Uniti, come secondo me e’ ben evidente nei quasi 700 milioni di dollari tirati su da Obama, in un periodo di crisi finanziaria.
Quanto alla fiducia: la fiducia non c’e’ adesso, con il tasso di disoccupazione alle stelle e le fabbriche che non producono. Il voto non e’ stato un voto di fiducia, nel senso “ti do fiducia” quanto un “ti voto perche’ tu mi ridia fiducia”. La fiducia non c’e’ quando perdi il lavoro, non c’e’ quando non hai i soldi (specie qui), … . Spero che Obama sia capace di riportare la fiducia, certo, e il cambiamento, che ancora non c’e’ stato, perche’ rimango convinto che l’elezione di Obama fosse un passo “naturale” in questi Stati Uniti, e dovuta molto piu’ ad altri fattori che non al fattore razziale. (BTW, piuttosto che la schiavitu’ ricorderei che in questo paese fino a 40 anni fa c’era la segregazione razziale)
Posted 07 Nov 2008 at 9:50 pm ¶Post a Comment