Happy Zucche

Ghostly Jacks (1) Come certo saprete, il 31 Ottobre era la Giornata Mondiale del Risparmio. Data le difficoltà in cui versano attualmente i mercati, i paesi, e i consumatori di tutto il mondo, ho deciso di dedicare questo mio post al risparmio, quindi durerà meno del solito perché ho scelto di risparmiare il fiato.

Non vi ho convinto eh? Colpa della foto (volutamente mossa), dovevo mettere un salvadanaio vuoto, non una sfilata di zucche vuote (potevo scegliere tra questa e una foto dell’attuale Consiglio dei Ministri…). Beh, colgo l’occasione e cambio i miei propositi: vi parlerò della festa di Halloween, o meglio, di come l’ho passata qui a Providence.

Se come me siete patiti dei Peanuts (ma difficilmente sarete patiti dei Peanuts come lo sono io, che sono semplicemente “rincitrullito per i Peantus”, per parafrasare Lucy e la sua descrizione di cosa sia Schroeder per Beethoven), vi ricorderete che Linus passa le serate del 31 Ottobre in maniera differente dagli altri eterni bambini: niente trick-or-treat, ma un bel po’ di umidità seduto in mezzo ad un campo di zucche (cocomeri, per ignoranza del traduttore. Prima o poi lo scriverò il post riguardo al dilettantismo dei traduttori italiani di fumetti negli anni 60-70), con la speranza che tale campo di zucche sia stato sufficientemente sincero durante l’anno e sia degno di essere prescelto come luogo per la comparsa del Grande Cocomero, mitologica figura da Linus stesso inventata.

Come molti dei miei preamboli, anche questo sembra sconclusionato e troppo lungo, ma in realtà doveva servire ad introdurvi il personaggio principale di questa festività pagana (e quindi “falsa e bugiarda come gli dei pagani”): la Zucca (vedi foto, magari qualcuno non ne ha mai viste).
Jack o' Lantern (1)
Halloween è la festa delle zucche. Non ho idea se sia la festa delle zucche perché negli States ci sono tante zucche e questa è stagione, ma credo che sia più o meno così (d’altronde, uno non usa un platano spoglio per fare l’albero di Natale). Le zucche sono belle di per sè, buone (se non coltivate al fine decorativo), colorate e facili da incidere. Quest’ultima caratteristica è forse la più importante, perché, almeno in questo quartiere, una casa che non ha sulla porta almeno una zucca, (ma meglio due, tre, cinque e magari anche uno scheletro (finto)), incisa a formare una delle infinito-non-contabili variazioni di Jack O’ Lantern, non è degna di essere una casa del New England.

Ora che ho introdotto la zucca, è venuto il momento di parlarvi del pareccio che gli Americani, eterni bambini, hanno creato intorno alle cucurbitacee. Allora, Halloween qui non è Halloween in Italia, anche perché in Italia non dovrebbe esserci, ma le madri e le maestre babbee di bambini babbei per natura l’hanno importato e tant’è, come ogni pianta infestante, tirarla via sarà difficile (mai sollevato una zucca? pesa!). Qui di bambini in giro per le case è pieno: gruppetti di 5-10-15 questuanti si aggirano di uscio in uscio, agghindati (o aggogghindati, per i più elioelestorieteseschi di voi) nella maniera più varia, tendenzialmente tenebrosa e spaventevole, ma volendo, anche da Tartarughe Ninja. Sì, questa è la cosa più straordinaria: non solo streghe, mummie, zombie e fantasmi, ma anche conigli rosa, zebre e banane. Insomma, Halloween è Carnevale, e visto che noi già avevamo il nostro, forse non valeva la pena importarne un altro. Per i “grandi” è ancora peggio: dopo qualche anno ti stufi di vestirti da Cosa Stregata dalla Luna (e questa è una citazione, ma solo i lettori di Kate Umansky e della sua Puzzy potranno coglierla) e cominci a variare. Ecco che alle feste c’è gente che si presenta vestita da Biplano, da Pacgirl, da Bidone o da Macchina di Turing (!!!! Questa è una chicca per i Disinformati più smaliziati !!!!)

Ma andiamo al dunque (noto locale sui Colli Euganei (no, sto inventando) (“dunque” che cercherò di ridurre a poche righe, data la lunghezza già chilometrica (o migliesca??) di questo post). Ho partecipato a due party: ad uno vestito da uomo invisibile (o da Macchia Nera, o da guardone, visto l’abbigliamento e la macchina fotografica) e all’altro vestito da ladro. La differenza tra i miei costumi consisteva nella mancanza di alcuni accessori dell’uomo invisibile nel costume del ladro. Bei party, uno in dipartimento e uno in casa di un grad student del dipartimento, tanta gente, tanti costumi, tante zucche, tanto sonno ora.

Ok, ho deciso di perdere definitivamente la faccia e qualsiasi briciolo di stima voi abbiate in me. Inserisco la foto del mio costume da uomo invisibile, poi parto per il Borneo interno per insegnare l’uso di LaTeX ai nativi, so che ne hanno molto bisogno.

The Invisible Man (me)

Altre foto varie ed eventuali: (album completi qui: Party@CIT e Party@Tyler’s)

Halloween Hamlet Pumpkins, Apple and Windows The doll and Pacgirl The trashbin man Justin The biplane and the Mexican girl

Comments 9

  1. zama wrote:

    Quale onore, sono il primo in assoluto a leggere e commentare questo post…

    Vista la tarda ora (io infatti non scrivo da Oltreoceano ma dalle vicine terre amiche del Vecchio Continente), mi limito ad una semplice constatazione che prova la coerenza del Riondino: non è geniale, nella Giornata Mondiale del Risparmio, cambiare costume nel passare da un party al successivo semplicemente rimuovendo alcuni accessori in esubero dal proprio costume originale? In effetti, pensandoci bene, l’uomo invisibile non necessita di molti aggeggi per esser tale… e li può pertanto tranquillamente cedere al ladro che, probabilmente, li potrà sfruttare più proficuamente. D’altro canto, porgere qualcosa ad un ladro di propria iniziativa non è un’azione così naturale. Il ladro stesso potrebbe risentirne ed avere una crisi d’identità. Interessante poi è la figura del guardone, da non sottovalutare. Questa però magari la commento un’altra volta, con più calma…

    Concludo con una memoria personale: leggendo il post ho rimembrato la vecchia fotocopia circa la (presunta) vera storia di Halloween che la prof. d’inglese delle superiori ci consegnò a lezione a suo tempo… Ho odiato quella fotocopia con tutto me stesso, come non mai. Ricordo vivamente che, oltretutto, è stata oggetto di molteplici verifiche sia scritte che orali. La ricordo particolarmente bene perché nell’anno scolastico successivo la stessa prof. ci ripresentò la stessa scheda, una seconda volta. La stessa identica fotocopia. L’umore si fece subito cupo, nuovamente. Nel realizzare la perdita della scheda dell’anno precedente, con tutti i relativi appunti e notazioni, la disfatta fu totale. Ho odiato quella fotocopia con tutto me stesso una seconda volta. Seconda ed ultima. Ecco perchè quando si avvicina la fine di ottobre e si inizia a parlare della festa di Halloween, non penso alla gente in maschera, ai fantasmi, alle macchine di Turing o alle zucche, ma ad una vecchia e maledetta fotocopia in bianco e nero, stampata, tra l’altro, un po’ storta da un libro a quadretti (il primo ed unico libro stampato su pagine a quadretti che abbia mai visto).

    Posted 02 Nov 2008 at 05:22
  2. Fede wrote:

    Bravo Ciccio, proprio un bel post!

    Posted 02 Nov 2008 at 10:47
  3. Luxembourghish Elle wrote:

    Il mio amico James dell’ MIT la notte del 31/10/2005 si era vestito da pacchetto di chewingum. Noi (ovvero io + i quarti anni dell MIT ingegneria chimica e civile) si fece una Halloween Cruise sul Charls River quella notte mentre in settimana la fraternity vicino alla mia residenza organizzo’ una camera degli “orrori” per i bambini del quartiere, ma fu tanto tempo fa… sigh

    Posted 02 Nov 2008 at 12:39
  4. Monte wrote:

    Zama, ti sono vicino.

    Posted 02 Nov 2008 at 14:40
  5. Aygor wrote:

    per colpa di quel traduttore, da piccolo ero certo che ad halloween ci fossero i cocomeri.
    puoi riciclare quel costume e travestirti da “ombra di impe” a carnevale! ciao beo!!

    Posted 02 Nov 2008 at 15:50
  6. papi wrote:

    … banane?!? (bravo)

    Posted 02 Nov 2008 at 17:48
  7. Fontzy wrote:

    Respect per le cucurbitacee aggogghindate. Sembri vestito dal grande Splash.

    Posted 02 Nov 2008 at 22:08
  8. mirko wrote:

    Ma non ci sono i Diospyros kaki negli States? :P

    Posted 03 Nov 2008 at 10:28
  9. Matteo wrote:

    Polentadue?

    Posted 03 Nov 2008 at 22:51

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