UPDATE: per uno stupido errore avevo disattivato i commenti. Ora sono di nuovo attivi, quindi scatenatevi (??) pure.. =)
Inizio con lo spiegare il titolo, ma se avete visto La Guerra dei Mondi insieme a Vizz e a me, sapete già tutto. In pratica, nel suddetto film, il buon Tom Cruise cerca di salvare la sua famiglia dalla minaccia aliena e il suo obbiettivo è raggiungere Boston. Non è chiaro perché gli alieni non cerchino di invadere Boston, ma a posteriori (ossia dopo averla vista) posso dire che forse è dovuto al suo soprannome molto modesto: The Hub of the Universe. Tralasciando la megalomania, quando Tom arriva a Boston riesce a riunire tutta la famiglia e tutti vivono felici e contenti anche perché gli alieni si sono presi il raffreddore e sono morti tutti (mi domando perché non sia successo il contrario: perché non sono morti gli umani a causa del raffreddore alieno? Boh, chiederò a H.G.Wells). Quindi, la storia finisce a Boston, e per tutta la durata del film sembra che a Boston e solo a Boston ci sia la salvezza.
Tutto questo preambolo era per dire che questo weekend sono andato a Boston, ospite del buon Carletto Dal Mutto. Sono arrivato ad ora di pranzo e Carlo mi ha portato a gustare degli interessanti spiedini di pollo avvolti nel bacon. Prima che cominciate ad insultarmi perché non devo mangiare queste cose ingrassanti e insalubri, vi informo che
- Non mangiavo carne da almeno quattro giorni e ne sentivo un forte bisogno.
- Alla sera ho mangiato due fette di pizza e un burrito, quindi niente di che.
Ora che vi ho indottrinato sul perché ho mangiato quello che ho mangiato, fate un forte respiro e gustatevi questa foto autocelebrativa (a parte i capelli) dell’umile me davanti alla skyline di Boston.
Dopo pranzo, giretto turistico lungo il Freedom Trail (un filo d’Arianna in mattoni rossi che corre per tutta la città e guida i turisti) con molte foto e altrettante chiacchiere sulla vita negli Stati Uniti, su cosa sia opportuno considerare antico negli USA e sullo strano modo di conservare i monumenti qui (voi usereste il piano terra del più vecchio edificio pubblico di Boston, sede del primo organo di governo eletto nel Nuovo mondo, per costruirci una stazione della metro? Qui l’hanno fatto o_O ).
Dopo aver ritirato l’auto, conosciuto i compagni di viaggio per l’indomani e visitato la mensa di Boston University (boh, non chiedetemi nulla) mi sono addormentato come un pero sul pavimento della camera di Carlo, fortunatamente riscaldato dal suo piumone (no, non è che l’ho lasciato a tremare, lui aveva la coperta e non usava il piumone).
La sveglia antelucana non è stata troppo traumatica per me, visto che ero ancora un po’ tarato sul fuso italiano (ora decisamente non più). Siamo partiti e dopo tre orette di viaggio, trascorsi con gli occhi aperti per cercare di vedere segni di questo tanto misterioso quanto osannato cambio di colore delle foglie, siamo finalmente arrivati in quel di Flume Gorge/Franconia Notch (oh per la cronaca: su VisitWhiteMountains trovate tutte le info, se mai ne abbiate bisogno). Qui ci siamo gustati una bellissima passeggiata di un paio d’ore in mezzo alla foresta e su per una bellissima gola dalle pareti di roccia e lava. Le foto qui sotto danno una chiara indicazione di quanto le foglie avessero cambiato colore (c’era chi diceva che era troppo presto…)
Dopo lo splendido spettacolo, abbiamo preso una funivia e siamo saliti-scesi da una montagna dove si scia (d’inverno). Nulla degno di nota, se non il forte e gelido vento, rispetto alle montagne a cui siamo abituati, però non lo sapevamo a priori, quindi siamo saliti lo stesso.

Finalmente, dopo essere passati (foto sopra) per Bretton Woods (vi ricorda niente? Wikipedia magari vi può aiutare), ci siamo fermati a mangiare, all’alba delle tre del pomeriggio, tutti con una fame da lupi.
Devo fare un forte, fortissimo, immenso applauso al locale Sisters Country Restaurant & Tvrn, Bartlett, New Hampshire: come vi immaginate l’unico punto di ristoro in uno sperduto paesino in mezzo alla foresta, così era il Sisters: nell’atmosfera soffusa, vecchi baffuti con il consunto cappello dei Red Sox calcato sulla fronte stavano seduti al bancone guardando una gara di Nascar e consumando birra; la cameriera trottava per il locale a passo deciso. Non prendeva gli ordini: ti esortava a comunicarle in fretta la tua scelta, guardandoti inquisitoria e decisa come un sergente. Si girava e urlava gli ordini verso la cucina. Solo allora potevi ricominciare a respirare. In questo posto foderato di legno e in cui l’odore di America era confuso ed esaltato da quello delle patate fritte e degli anelli di cipolla, ho ricevuto il mio Benvenuto negli Stati Uniti sotto forma di un cheeseburger con bacon e patate fritte, ben cotto. Vedi foto, e tanto basta. (Disclaimer: questa cosa questo spettacolo è l’unico cibo che ho ingerito durante l’intero giorno di Domenica)
Con questa visione celestiale e con il suo sapore così ricco che mi inebria di nuovo, chiudo il post odierno. Le foto le trovate su Flickr, nell’album Boston and Foliage.
P.S. Credo fossero anni che non bevevo un bicchiere di latte caldo prima di andare a dormire, ma trovo la cosa talmente americana (non ho idea se lo sia davvero) che non sono riuscito a resistere.



Comments 9
ottimo
Posted 08 Oct 2008 at 2:20 pm ¶Eperador…le foto degli alberi, quando le sviluppi..mi devi fare un super favore o regalo ( vedi tu), me ne fai scegliere una ( se ci riesco) e dovresti concedermi di fare un bell’ingrandimento..in questo frangente hai tutta la mia invidia.
Posted 08 Oct 2008 at 3:01 pm ¶Ma da quanti anni non si sviluppano più le foto?!?!
Posted 08 Oct 2008 at 6:09 pm ¶Concordo però sull’invidia.
Vabbeh…w gli states, le patatine unte ma la pepsi noooooooooooooooooooo!
Beh vizz, io veramente scatto ancora in pellicola. In gita ho scattato un intero rullino di diapositive…
Posted 08 Oct 2008 at 6:16 pm ¶Che tono da sboroncello. Sarà per questo che ti amo.
Posted 08 Oct 2008 at 6:36 pm ¶capelli a parte, ma sono i tuoi, la foto è bellissima. La carne rossa USA è ottima. Cerca una steak house e fatti una bella Tbone al sangue! Ma anche al super market basta guardare i tagli e scegliere. Alla prossima puntata!
Posted 08 Oct 2008 at 10:18 pm ¶Io mi chiederei perché il Bizz ora si firma oreste.
Posted 09 Oct 2008 at 11:04 am ¶Sara’ l’ora si pranzo, ma non riesco a staccare gli occhi da quel favoloso cheeseburgher.. spero di non soffocarmi con tutta la saliva che ho in bocca..
Posted 09 Oct 2008 at 12:43 pm ¶Devo dire che la parte finale sul Sisters è degna di nota, veramente ben scritta
Posted 09 Oct 2008 at 2:07 pm ¶Buon soggiorno americano Ciccio mio
Post a Comment