Note to English speaking readers: from now on, I’ll start writing some posts in Italian. Now that I’m living in Providence, RI, I think I have this right. If you’re subscribed to the RSS feed and don’t want to read posts in Italian, modify your subscription to include only the English category (RSS link). Thank you!
Come promesso, arrivo a Providence e comincio a scrivere in Italiano. Anche il titolo è dovuto ad una promessa a Fontzy, e magari nel corso del post capirete pure perché.
Sono in piedi da 23 ore ma ho ancora la forza di scrivere questo post. Credo sia merito dei 4 caffè e 3 coche (bellissimo scrivere “coche”. Dev’essere una di quelle parole che la maestra ti segna in rosso e blu) che ho preso tra gli aerei e la stazione dei treni di Boston.
Per chi non sapesse, sono partito da Venezia -> Frankfurt -> Boston -> (autobus) Boston South Station -> (treno) Providence -> (taxi) Casa.
L’ultimo ricordo che ho dell’Italia è la Valeria, che ho trovato in aeroporto a VCE diretta a New York (la paracula! scherzo, ciao Vale!) . Incontro inatteso e molto gradito, visto che la Vale non ero riuscito a salutarla. In realtà prima di incontrare la Vale mi ero scelto un ultimo ricordo diverso: un padre che cambia il pannolino al proprio figlio su una panchina della hall dell’aeroporto di Venezia. Ora io mi domando: ma i bagni? ma la moglie? vabbeh, sorvoliamo (visto che siamo in aeroporto!)
La prima immagine che ho avuto dell’America è stata il classico poliziotto con Harley Davidson e giubbotto di pelle. Anche questa è un’immagine scelta, perché la prima prima è stato un gentilissimo signore che mi ha indicato dove comprare il biglietto del bus (sul bus, pensa un po’!), ma insomma, meglio il poliziotto, fa più Amerega (come dice Giò Minoz).
Primo miracolo americano a cui ho assistito e del quale non ho mai avuto esperienza in Europa (se l’avessi avuta, non sarebbe un miracolo americano): mentre aspetto il treno, a Boston comincia piovere. O meglio, alla South Station di Boston comincia a piovere. O meglio, ai binari 1,2,3,4 della South Station di Boston comincia a piovere. Dal binario 5 in poi non piove. È andato avanti così almeno per 10 minuti, poi mi sono “imbarcato” (intrenato?). Da amante dei treni (chi si fa New York <-> San Francisco in treno? Sono 72 ore andare e 72 tornare. Sappiate che io prima o poi lo faccio), ho apprezzato molto i treni americani e il loro biglietto uguale a quello degli aerei. E la comodità. E la puntualità. Tornando al miracolo, direte:”Che cazzata”. E in fondo un po’ lo penso anche io, ma mi piaceva raccontarlo.
Seconda immagine dell’America (molto più poetica della prima, che era più “macha” della prima prima): il cielo in America è più alto. Guardando il tramonto sul treno per Providence, ho visto almeno 5 strati di nuvole diverse in cielo. Era molto bello. Come sono poetico e romantico eh? Dovrei organizzare un club per anziane signore inglesi che amano dire: “Oh, it’s so picturesque”. Come divago. E come Zivago. Brr, cancellatela questa: E come Zivago.
Ecco, direi che questo primo racconto lo chiudo qui. Questo post ha già di gran lunga superato la lunghezza abituale dei miei post, quindi accontentatevi. Ah già, non vi ho spiegato il titolo. Aspettate il prossimo post (faccio come nei serial tv), che vi spiego anche chi mi gira per casa…
Comments 7
azz se pioveva oggi a boston…presa tutta…mattina c’era un sole che spacca, arrivi tu e piove, riparti e torna il sole…benvenuto in america, ma non stare troppo nella mia stessa città che altrimenti prima o poi passa un uragano…e soprattutto speriamo bene per il weekend…by the way, google white mountains, the first site appears check it out man…
Posted 02 Oct 2008 at 7:27 am ¶E come divano!
Posted 02 Oct 2008 at 9:02 am ¶W la comicità non-sense e i post in italiano!
Occhebbello, sono il primo a commentare your first iuessei post. Che dire? Sono felice che tu sia atterrato sano, salvo e grasso. Picturesque è l’immagine di te che suoni bagnato ed infagottato il campanello di casa chittipucci e fai gli occhi dolci per farti adottare. Io 72 ore per arrivare a san Francisco me le faccio solo se poi ci fermiamo almeno 2 giorni ad Orlando (però in quel caso mi ci vorrebbe un mese di ferie, credo, quindi come se non avessi detto niente). Ti invidio come non mai e sto morendo dalla suspance di sapere che minchia significa ’sta roba delle camicie e dell’asciugatrice. Wiwa te, wiwa l’america.
Posted 02 Oct 2008 at 9:22 am ¶Si’ sarai sicuramente dotato di asciugatrice. Mi raccomando quando ci butti dentro le cose non dimenticare di aggiungere l’ammorbidente che li’ è sottoforma di foglietti di stoffa-non-stoffa. E si^ ti vedo proprio a stirare tutte le camicie che abiutalmente “consumi” quando sei a casa con la mamy e l’assistenete della mamy. Cmq se sei suff. fortunato avrai un’asciugatrice che non stropiccia troppo le cose e che se le tiri fuori che sono ancora calde e ci passi la mano sopra (mano pulita mi raccomando)e le pieghi non serve stirarle. A bientot
Posted 02 Oct 2008 at 1:44 pm ¶Bel post, letto d’un fiato essendo la prima mail che ho aperto in questa
Posted 02 Oct 2008 at 1:47 pm ¶grigia mattina (meteorologicamente parlando…). Spero tu abbia fatto una foto al “big sky”!
Buona Notte
Ecco Mirko mi ha preceduta…fai tante foto Impe…magari per l’occasione tira fuori pure il Demarchelier che c’è in te e osa qualche ritratto..72 ore di treno, non voglio nemmeno sapere cosa succederebbe in Italia se avessimo percorrenze del genere.
Posted 02 Oct 2008 at 11:31 pm ¶A me piacerebbe fare la transiberiana…..
Posted 03 Oct 2008 at 4:43 pm ¶Noi non ci siamo incontrati a VCE, io che tornavo tu che partivi, ma meglio così: l’immagine che ti saresti portato via dall’Italia sarebbe stata così comica che non saresti più partito volentieri perché avresti voluto vedere il seguito!
Comunque l’immagine del padre mammo mi pare dolcissima, spero il tuo obbiettivo ne abbia approfittato per qualche scatto interessante!
Se stendi bene (ma allora niente asciugatrice), stirare non è necessario, te lo assicuro!
Waiting for some more space in Flickr, mi raccomando!
Post a Comment